sabato 3 gennaio 2015

Ci voleva il Natale


Sono circa tre anni che non rendo questo blog 
più interessante con foto, idee o che ne so un fiore di stoffa.
Non sto qui a spiegare le ragioni ma giuro che ci sono. 

Ciò che è importante è che ora dopo tutto questo tempo mi ritrovo dall'altra parte del mondo, con qualche soddisfazione e montagna da scalare alle spalle, senza macchina da cucire, senza le migliaia di bottoni mai usati che avevo comprato in giro per i mercatini ("comprali, ti servono, costano poco, che ne sai magari un giorno vuoi ricoprirci le pareti"), senza la mia compagna di pomeriggi creativi e con un po' più di calma (forse).

Mi sono guardata intorno e mi sono ritrovata felice in una casa tutta nuova nella quale mi mancano ancora il divano e la lavatrice ma che è già piena di stoffa, nastri colorati e una piccola bustina di bottoni. La voglia di cucirmi una lavatrice non mi ha dato tregua negli ultimi mesi quindi ho tentato di fare il possibile per non attaccare la colla a caldo al chiodo. 

Insomma, qualcosina da condividere ora ce l'ho...

Sto vivendo l'esperienza del Natale con 35 gradi, le infradito ai piedi e la famiglia a un emisfero di distanza. 

Dovevo portare un po' del mio cortile sperduto tra i boschi e le montagne fino a qui ma le decorazioni con brillantini verdi e rossi, la neve finta, le luci gialle che fanno tanto caminetto e la cioccolata calda diciamo che non si intonano con le infradito. Ho visto un Babbo Natale scalare una palma (sì, sono arrivati anche qui) e mi sono detta: basta, non ci sarà il muschio, non ci saranno i pini né le sciarpe di lana, ma nulla mi vieta di festeggiare questo Natale come di deve. 
Basta renderlo solo un po' più caldo, nel vero senso della parola. 

Ecco il risultato: 

Un calendario dell'avvento (quell'essere qui sconosciuto) da circo, fatto con dei triangolini di stoffa colorata di base 16 cm e altezza 14 circa. Diciamo che il fatto a mano c'è e si vede, le dimensioni variano di poco da triangolo a triangolo, non prendevo bene le misure quando avevo una macchina da cucire, figuriamoci adesso. 
Ho ritagliato due triangolini di stoffa per ogni fantasia e li ho cuciti tra loro lasciando un'apertura nella base (se no come lo infilo il gianduiotto che mi sono portata dal bosco?).
Li ho poi uniti tra loro con un nastro bianco. 



Sì ho comprato una stoffa con dei limoni per Natale. Ho già detto 35 gradi?



L'albero mi ha fatto sopravvivere illesa al Natale lontano dalle lasagne della zia e dalla crostata della mamma, quindi si merita un sentito ringraziamento. Ho visto per la prima volta questo albero realizzato in una casa sarda a me molto cara in un inverno di qualche anno fa.

I ricordi c'erano, la voglia pure e quindi ho raccolto legnetti di varie misure al parco, li ho legati tra di loro, ho aggiunto fiore e palline di carta (che altro non sono se non tanti cerchi colorati incollati tra loro) e ho comprato delle luci rigorosamente bianche e a fiori.


E per finire i biglietti mandati dall'altra parte del mondo. 
Non spedivo un bigliettino di Natale da quando la nonna me li faceva scrivere per una prozia che non ho mai conosciuto ma che spero abbia apprezzato i miei disegni di un Babbo Natale senza collo.




E i regali? 
In Brasile la stoffa e tutto ciò che la riguarda costa 3/4 (t r e/q u a t t r o) volte meno rispetto all'Italia, con tanto di negozi a sei piani pieni (p i e n i) di stoffa di qualsiasi fantasia e spessore. 
Diciamo che posso ritenermi soddisfatta.



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